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La divinitŕ androgina

di Giorgio Valdès

In due successivi post, pubblicati rispettivamente il 2 e 3 Marzo sulla pagina FB di Nurnet, si sosteneva che attraverso la doppia spirale i nostri antenati volessero rappresentare l’organo genitale femminile. E’ altrettanto probabile che i due cerchi contrapposti, evidenziati in quest’immagine del santuario nuragico di Gremanu a Fonni, assumano tale significato e la figura planimetrica, nel suo complesso, intenda simulare un rapporto sessuale.
Riporto al proposito un interessante articolo di Gigi Sanna, dove lo studioso rileva, tra l’altro, come la “religio” nuragica fosse basata sull’androginia.
Concetto che mi trova assolutamente concorde e che integro osservandone l’analogia con la cultura religiosa egizia, poiché con la terra dei faraoni abbiamo intrattenuto, in un lontano passato, intensi e costanti rapporti.
Gli stessi petroglifi incisi sulle statue-stele di Laconi ne sono probabilmente una prova, se il simbolo riportato alla loro base, come giustamente fatto osservare da Nicola Porcu nel suo libro “Hic Nu Ra, racconto di un’altra Sardegna”, non rappresenta un pugnale bipenne bensì l’emblema della divinità egizia androgina Amon/ Min raffigurante un utero.
Divinità solare, il cui nome criptato è inciso su svariati amuleti rinvenuti in Sardegna e che il sincretismo religioso ha quindi accomunato a Jahwè, dio unico dei sardi nuragici.

https://www.facebook.com/gigi.sanna.98/posts/10202329008800133

 

 

 

 

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