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Bauladu, giŕ Badu-Ladu = Guado Largo

Bauladu, già Badu-Ladu = Guado Largo

E’ sempre un piacere scorrere le pagine del Dizionario ‘Angius-Casalis’ e, per quanto siano datate (1833-1856), ci risultano quasi sempre fonte di intressanti informazioni. In relazione al nostro ‘topic’, cioè la civiltà nuragica, leggiamo che all’epoca delle fonti, insistevano nel territorio di Badu-Ladu (guado largo) diversi Nuraghi, chiamati dagli autori “Norachi”.

Tre di questi, in particolare, vengono menzionati per la particolarità di insistere su una località bagnata da un torrente di acque perenni (con molta probabilità trattasi di acque ‘minerali’ dal sapore ferroso) e per essere distanziati, l’uno dall’altro, non più di 40 passi. I suddetti nuraghes sono cognonimati:

1) “Murafigus”;

2) "Muracabras";

3) "Madarìs".

La sorgente anzidescritta sarebbe stata denominata ”Piraula”.


Oltre ai succitati degni di menzione per la loro “singolarità”, in quanto all’epoca ancora in buone condizioni strutturali, a differenza di tanti in pessimo stato e in via di disfacimento sono il “Norache Crabìa" e l’altro denominato “Santa Barbara”.


Le fonti ci fanno sapere inoltre che le terre coltivate del paese “sono attissime alla coltivazione del frumento, meliga, cotone e patate, e potrebbero alcuni piani pantanosi diventare fertili risieri, se più non giovasse dare scolo alle acque per iscemare la malignità dell’aria, ed esercitarvi altra coltura”.  Purtroppo non ci è dato sapere quale fosse la natura di questa “altra coltura” tanto screditata.
(Mlqrt)

 

 

 

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