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Partecipazione libera; libertŕ partecipata. Il dovere di partecipare ma restando liberi

immagine :DDJ Sa Piga by Sergio Melis
Pensiero Nurnet domenicale
di Nicola Manca
“La libertà non è star sotto un albero, non è neanche il volo di un moscone. La libertà non è uno spazio libero: libertà è partecipazione”
A queste parole Giorgio Gaber affidava la sua definizione di libertà dell’uomo: una libertà nostalgica nei confronti della democrazia diretta greca, dove l’uomo si sentiva libero facendo parte di un progetto evolutivo e di sviluppo della polis.
Col tempo, questa libertà, è diventata sempre più involutiva e individualista: il politologo Constant colse l’essenza di questo cambio di rotta in uno dei suoi testi più famosi, entro il quale l’uomo passava da essere libero partecipando ad esserlo sancendo i propri diritti individuali.
A me viene in mente Virgilio e le sue georgiche. Si parva licet componere magnis rimane una sintesi perfetta di questo cambio. Vedo l’uomo greco come un ape, operosa, diligente, che poteva esprimere nel ruolo ricoperto le proprie attitudini senza alienarsi o svilirsi m sentendosi parte di un tutto, nel quale il suo compito non era meno importante di quello delle altre api o della regina. Fra le cose grandi, che rappresentano l’uomo moderno, vedo l’ego. L’evoluzione e il dispendio di energie per il bene comune si sono fermati con la rivoluzione francese, tutti rivendicano il diritto di poter fare qualcosa, di poter essere qualcosa… Pochi, con l’eccezione per la voce solista di Mazzini, rivendicano il dovere. Ed ecco che l’ego diventa sempre più invadente, il narcisismo sostituisce lo stacanovismo, l’ignavia sostituisce il lavoro.
Ma in tutte le regole c’è un’eccezione. La vedo all’interno della rete creata da Nurnet, nella quale ci sentiamo liberi di muoverci poiché stiamo plasmando questa creatura senza dipendere da nessuno né in senso economico né politico. Ma non la trovo solo per questo motivo.
La trovo perché gli utenti costruiscono insieme a noi come degli stoici ateniesi. Abbiamo lanciato numerosi progetti, giornalmente la redazione si occupa di recuperare informazioni, fotografie inedite, pubblicare messaggi e quant’altro. In risposta, ogni giorno, riceviamo decine di messaggi, di commenti, di suggerimenti, di proposte di collaborazione e offerte di aiuto come a testimonianza del fatto che non solo noi crediamo in questo progetto, non solo noi lo sentiamo “nostro”. Diventa sempre di più un progetto di tutti, per il quale si vuole investire il proprio tempo e le proprie risorse. Cambia nuovamente la prospettiva, in un tuffo verso il passato nel quale il dovere di spendersi per il progresso della propria terra diventa l’obiettivo condiviso. E questo affetto, questa cooperazione ci danno la forza per continuare a migliorarci, a costruire una rete di partecipazione sempre più fitta e salda. Ancora una volta gli antichi ci hanno insegnato qualcosa, perché se la libertà è partecipazione, IO VORREI ESSERE LIBERO, COME UN UOMO CHE PARTECIPA.
 

 

 

 

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