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Le ragioni di NURNET i conflitti evidenti della marginalitŕ zero e della comunicazione condivisa

di Antonello Gregorini
Nel libro di prossima uscita in Italia "La società a costo marginale zero ", Jeremy Rifkin spiega come l'evoluzione di internet stia dando luce a un inedito sistema economico, basato sulla "condivisione collaborativa".
Questa nuova configurazione è destinata a spingere la produttività fino al punto in cui il costo marginale della produzione di numerosi beni e servizi sarà quasi azzerato.
Nel progetto di Nurnet, forse inconsciamente ma, tutto ciò è previsto, laddove il capitale sociale è più importante del capitale finanziario; la libertà di accesso prevale sulla proprietà; la cooperazione soppianta la concorrenza e al "valore di scambio" sostituiamo il "valore di condivisibilità".
Questo passaggio, come sempre nella storia, genera conflitti fra chi ha sin qui operato con buona marginalità e benefici all'interno dell'attuale sistema; chi non gode di questi benefici; ma anche chi, terzo, opera per puro idealismo e, avendo fissato uno scopo, volontariamente volge le proprie risorse a ciò che gli appare come giusto e benefico per lui, o per la comunità in cui si riconosce.
Prendiamo l'esempio delle immagini dei BB.CC. che noi condividiamo liberamente e a gratis, oppure dei testi descrittivi ripresi in letteratura o elaborati con la semplicità dell'appassionato ma non addetto professionalmente alla materia. Oppure il flusso di finanziamenti pubblici e privati destinati alla cura, valorizzazione e promozione dei siti che in passato andavano quasi esclusivamente a una categoria di professionisti e operatori, o erano comunque da essi controllati, mentre, anche con l'ultimo Decreto Legge Artbonus, questa configurazione viene oggi modificata a favore di altre figure.
"Sebbene gli economisti abbiano da sempre visto con favore una riduzione dei costi marginali, essi non hanno mai previsto la possibilità di una rivoluzione tecnologica che potrebbe portare questi costi molto vicino allo zero.
Il primo abbozzo di questo paradosso avvenne nel 1999, quando Napster, il servizio musicale, sviluppò un network che permetteva a milioni di persone di condividere brani musicali senza dover pagare i produttori e gli artisti, creando scompiglio nell'intera industria musicale. Fenomeni simili hanno continuato ad accadere in altri campi, danneggiando gravemente il settore dell'editoria, sia per quanto riguarda i giornali che per i libri. I consumatori hanno cominciato a condividere autonomamente i propri contenuti informativi e di intrattenimento, tramite video, audio e testi, praticamente gratis e bypassando in toto i mercati tradizionali." (Rifkin)

Il mondo e l'economia evolvono in questa direzione e noi vogliamo partecipare coscienti: abbiamo contezza di questi problemi e della ragione dei conflitti, tuttavia, sempre per dirla con Rifkin, vogliamo essere un'unità collaborativa eticamente aperta e pronta a condividere progetti a favore del benessere comune di questa povera Sardegna.

 

 

 

 

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