down-arrow   I Monumenti adottati  



NEWSLETTER
Tieniti aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

> Leggi informativa sulla privacy




Ercole, un mito masolo per pochi

di Giorgio Valdès
Quando Herakles ebbe compiute le sue imprese” – sono le parole di Diodoro –“poiché secondo l’oracolo del dio era opportuno che prima di passare tra gli dei inviasse una colonia in Sardegna e che mettesse a capo i figli che aveva avuto dalle Tespiadi, decise di spedire con i fanciulli suo nipote Iolao, perché erano tutti molto giovani”…”Iolao in Sardegna è il grande misuratore delle porzioni del nomos, dell’ordine e della legge: divide le terre ai coloni, fonda città per i popoli iolei, costruisce i luoghi dell’incontro civile, ginnasi e tribunali, in breve, come si esprime una famosa fonte, realizza ‘tutte quelle cose che contribuiscono a rendere felice la vita degli uomini ‘. Sicuri della libertà perenne promessa dal dio, i Tespiadi governeranno a sull’isola finchè non ne saranno scacciati per trovare rifugio nella terra cumana; anche Iolao, conclusa la sua opera, tornerà in Grecia, anche se molti sostengono che la sua tomba sia sul suolo sardo. Alla fine del ciclo gli eredi dei Tespiadi, abbarbicati sui monti, diventeranno progressivamente barbari, fieri e liberi, perché la promessa dell’oracolo è perenne.”…”Vi sono, oltre e accanto a Heraklese Iolao, a Melqart e a Sardo, altri eroi e altre ‘Sardegne’ che la voce degli antichi ha tramandato: Ichnoussa, il cui perimetro è esplorato dai curiosi e intraprendenti mercanti fenici e greci, è anche Sardò, il nome della moglie di Tirreno, capostipite degli Etruschi; ancora la terra dei Sherden, antichi maestri di guerra e ancora la terra dalle favolose vene d’argento, la Sardegna ‘argyrophleps. Ma vi è anche una Sardegna sulle cui rive sbarcano i profughi troiani…”
Tutto questo è tratto dal libretto “L’Isola di Herakles,” edito come guida alla mostra tenutasi nel 2004 nell’Antiquarium Arborense di Oristano. La mostra contava su un comitato scientifico di tutto rispetto che comprendeva Aomar Akerraz, Piero Bartoloni, Paolo Bernardini, Rubens D’Oriano, Julian Gonzales, Attilio Mastino, Ahmed Siraj, Pier Giorgio Spanu e Raimondo Zucca. Queste importanti firme dell’archeologia, con esclusione di Bartoloni si sono cimentate nella “commemorazione” dell’eroe.
Tra di essi, l’autore dell’appassionata descrizione sopra riportata è Paolo Bernardini, che è riuscito a integrare sapientemente il mito dell’eroe delle dodici fatiche con le vicende più o meno leggendarie ambientate in Sardegna.
Una narrazione del genere contribuisce sicuramente a garantire l’impatto mediatico di cui parla Philippe Daverio in un articolo pubblicato ieri, 8 agosto, dalla Nuova Sardegna (e “rilanciato” da Nurnet sulla sua pagina facebook), dove il famoso critico d’arte osserva in particolare che” la preistoria sarda è un mito non percepito, uno dei casi più curiosi di cattiva comunicazione”.
Frase sintetica ma densa di significato, che rimanda alla preistoria ma anche a quell’elemento mitico che evidentemente affascina molti nostri archeologi, come può desumersi appunto dalla lettura del libretto della mostra arborense, dove delle peripezie di Ercole, di Iolao e dei Tespiadi si parla diffusamente e forbitamente, proprio come se i fatti narrati fossero realmente accaduti.
Potremmo quindi replicare a Daverio che Nurnet, insieme alla promozione dello sterminato patrimonio pre nuragico e nuragico, non troverebbe per niente scandaloso, e anzi per certi versi opportuno, evidenziare le tante leggende che hanno spesso come spot la nostra regione, atteso l’impatto mediatico che esse rivestono sulla domanda turistica. Tuttavia non tutti, anzi ben pochi e tra l’altro compresi nella ristretta cerchia dei saggi o sedicenti tali, pare siano autorizzati a parlare di quei miti e di quelle leggende, che raccontate da semplici appassionati come noi, verrebbero immediatamente bollate come farneticazioni senza “fondamento scientifico” o elucubrazioni mentali frutto di una fantarcheologia da strapazzo.
http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/08/08/news/nuraghi-e-villa-d-orri-passepartout-per-l-isola-1.9730181

Nell’immagine: un’antica mappa della Sardegna con l’isolotto dell’Asinara, l’antica “Herculis Insula” e la Feronia Civitas, attuale Posada, nei cui pressi fu rinvenuta una statuetta dell’eroe.

 

 

 

 

Inserisci un commento su Facebook


 1