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Una musica puň fare

di Nicola Manca
La strada era tracciata, la musica l'ha ribadita.
Le sette note, gli undici semitoni, le triadi maggiori e minori sono scese dall'olimpo che le racchiude per giungere a una dimensione terrena, ancora una volta recanti seco un messaggio. Il nuraghe e il tramonto hanno fatto il resto.
Ho avuto il piacere di aprire la serata “concerti al tramonto” a Mogoro, organizzata da Enzo Favata, raccontando Nurnet alla gente. Ho avuto conferma che l'invito è stato rivolto alla fondazione per il tipo di approccio metaortodosso che entrambi adottiamo nell'approcciarci ai monumenti e alla nostra storia: un’azione diagonale, multidisciplinare. Se è vero che sono lì, immobili, a guardarci, è anche vero che un tempo erano il centro di grandi flussi di popoli – autoctoni e non – che vivevano il territorio con epicentro nel nuraghe. Una valorizzazione dei territori sfruttando lo stesso centro d'aggregazione di un passato remoto vuol dire onorare la storia, portare la gente in luoghi che altrimenti non avrebbe visto se non meramente appassionata. Vuol dire, come la socratica maieutica, estrapolare emozioni ancestrali, aiutandoli a stupirsi della magnificenza di un esercizio di statica lungo millenni.
Il concerto con alle spalle il Cuccurada è stato meraviglioso, la gente era entusiasta, gli operatori del complesso archeologico vogliosi di continuare a percorrere questa strada.
Avvicinare la gente vuol dire poi appassionarla, renderla capace e recettiva di concetti più tecnici e scientifici che sono propri dell'archeologia. Allo stesso tempo vuol dire puntare un riflettore su queste torri litiche che diventeranno finalmente un volano dalla funzione di moto semplicissima: più persone si avvicineranno al sito, più il sito genererà indotto che può essere utilizzato per continuare a studiare la civiltà nuragica, finanziare campagne di scavo, attuare politiche comuni per lo sviluppo sincrono della storia della Sardegna.
La musica ha emesso il suo giudizio: ha riunito 500 persone danzanti al tramonto. Il ritmo del jazz ne ha animato movenze ataviche in un ballo corale. Il nuraghe ha ripreso a vivere, la magia è iniziata.

 

 

 

 

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