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In risposta alle domande sul progetto di Certificazione Territoriale Nurnet

Note di spiegazione del contesto scientifico e culturale attorno a cui si muove il SISTEMA DI CERTIFICAZIONE TERRITORIALE e di classificazione degli Enti Locali e delle organizzazioni di promozione territoriale in ordine al percorso di conoscenza della storia della Sardegna e di promozione culturale e turistica della civiltà pre nuragica e nuragica


Di Antonello Gregorini (immagine di Sergio Melis, Nugheddu Santa Vittoria, S'Angrone)


La stesura di questa nota è stata stimolata dalle richieste di spiegazioni pervenute a Nurnet dopo l'annuncio pubblico della volontà di istituire il sistema di certificazione richiamato nel titolo.
Cercherò quindi di offrire una base scientifica e di riferimento a quanto ci avviamo a fare, a quanto abbiamo già fatto, e lo farò rispondendo a tre domande chiave.
Gran parte dei riferimenti bibliografici sono estratti dall'articolo di "Viviana Calzati - PASOS, il ruolo dell'identità, del capitale sociale e delle certificazioni territoriali nello sviluppo locale dei territori minori ...  - http://www.pasosonline.org/Publicados/10312/PS0312_04.pdf"

 

In che contesto sociale ed economico si pone il progetto Nurnet?

La Sardegna ha caratteristiche di territorio "lento" in cui è evidente un'attitudine diversa rispetto a territori più ricchi. Anche l'insularità determina l'impossibilità di competere sul piano della crescita continua e della competizione globale. In questo scenario lo sviluppo non deve essere inteso come "crescita" ma come miglioramento della qualità della vita che abbia al centro non il livello dei consumi ma il benessere sociale.
Il progetto Nurnet concorre a una visione di territorio che attribuisce valore all'identità, al capitale sociale e al patrimonio culturale endogeno.
La Sardegna ha un patrimonio archeologico di epoca pre nuragica e nuragica pochissimo valorizzato e Nurnet identifica in esso l'unicità da offrire al mercato del turismo globale.
La valorizzazione dei territori minori e del loro patrimonio culturale, materiale ed immateriale, passa infatti per il binomio identità (Heritage - cfr documenti della Commissione europea) e turismo.
L'identità è qui intesa come "l'insieme di specificità di un sistema territoriale, ricercate al fine di conseguire competitività, nel confronto con altri territori e quindi nella capacità di generare valore". Esse si individuano negli edifici e monumenti storici; paesaggio prevalente, flora e fauna; lingua, letteratura, musica e arte; eventi e tradizioni popolari; stili di vita tradizionali.
Questo è un modello ampliamente applicato nei paesi anglosassoni in un'ottica non di mera tutela ma come fattore di sviluppo.
Da noi manca la capacità d'applicazione. La politica non ne è stata capace e Nurnet cerca di contribuire al processo di avvio dal basso, con tecniche di basso costo e di non profit.

Quali azioni ha compiuto Nurnet per immettersi nel su descritto contesto?

Nurnet ha previsto la costruzione di una rete di relazioni che utilizza i social network più noti e che invita i sardi ad alimentare il senso di identità e la conoscenza del proprio paesaggio.
Il relativo successo ottenuto, misurato nel numero di lettori interagenti, negli eventi che ha organizzato, o a cui ha partecipato, nel numero di soci paganti, consente oggi di ragionare in termini di crescita ulteriore.
Il geoportale del pre nuragico e nuragico, il portale, la pagina facebook con 18.000 likes, le pagine di adozione territoriale, sono l'organismo in cui si manifestano le relazioni sviluppate nel territorio.
Ulteriori azioni sono programmate e tra queste cito: la 1^ festa della civiltà nuragica, evento replicabile negli anni e realizzabile in qualsiasi luogo dell'isola; la produzione di archeo guide turistiche per i comuni; il partenariato con gli enti territoriali nello sviluppo locale; l'apertura di un Nurnetshop e.commerce; la realizzazione di itinerari turistici da commercializzare direttamente sui mercati esteri attraverso la rete di operatori associati; l'apertura di un centro di orientamento culturale e turistico dalla civiltà nuragica nella Città di Cagliari in cui inserire l'offerta di servizi culturali e di formazione nonché il merchadising Nurnet.
Sorprendentemente Nurnet nell'immaginario di diversi utenti che ci scrivono diventa l'organismo operativo che opera per "restituire l'identità a una terra e un popolo".
Gli inviti ad andare avanti e gli auspici di successo sono quotidiani e non arrivano solo dalla Sardegna ma dai Sardi e non distribuiti nel mondo.
Secondo le definizioni più note (Jacobs e Coleman) il capitale sociale risiede nella struttura delle relazioni sociali ed è legato fortemente alle tradizioni locali: sedimentazione di investimenti nelle strutture relazionali fra individui e organizzazioni. Si tratta di beni collettivi relazionali, che consentono la diffusione di conoscenze e riducono i costi di diffusione.
Nei territori marginali le nuove tecnologie attenuano alcuni dei vincoli che limitavano la capacità di innovazione.

Come valorizzare allora tutto ciò?

Nella gestione di una destinazione turistica le certificazioni territoriali rappresentano elementi di riconoscibilità di un percorso intrapreso e di rispondenza a dei criteri identificati e misurabili.
Esse normalmente appartengono a tre categorie: label; sistemi di gestione; premi. Hanno carattere volontario e stimolano la realizzazione di progetti di sostenibilità ambientale, turistica e sociale.
Le certificazioni rappresentano quindi uno strumento strutturato e verificabile tramite il quale promuovere un turismo di qualità e nella fattispecie di Nurnet per misurare il processo di identificazione del territorio sardo con l'unicità del periodo pre nuragico e nuragico.
La certificazione proposta da Nurnet è inquadrabile nella categorie delle "label", etichette, assegnate in virtù del compimento si una o più azione regolamentate in forma quanto più dettagliata.
Allo stato attuale contiene otto azioni, improntate prevalentemente sui temi tipicamente nuragici, per cui corrisponde l'assegnazione di otto o più "label" identificative.
Con il tempo, se questo primo laboratorio territoriale avrà successo, il percorso e le azioni potrebbero riguardare più ampiamente tutti i temi dell'heritage, l'identità, come già identificati, e contribuire quindi alla costruzione di uno sviluppo diverso da quello sin qui conosciuto che per la Sardegna ha avuto molti aspetti deleteri e che ha lasciato profonde ferite nell'ambiente e nel tessuto sociale.

Per questo ci sarà comunque necessità che i sardi ci apprezzino e contribuiscano, ognuno per ciò che può, al successo dell'impresa, di modo che possa essere ascritta all'auto convocazione identitaria. 
 

 

 

 

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