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Nurnet, sistema di certificazione, facile come prendere un caffč.

di Nicola Manca
Guardo la vetrina di un bar/tavola calda: “caffè, bibite, panini, pasti veloci” recita l’insegna. Poi una grande T che indica all’interno una rivendita di tabacchi. Quante cose per un posto così piccolo – penso. Mi trovo qui per incontrare un amico che ha passato una vita a verificare e garantire cosa si trova nei posti più disparati, per un settore ben preciso e con un mercato di riferimento. Dopo aver visto le insegne entro e mi siedo. Quando arriverà il cameriere saprò cosa chiedergli: c’erano tanti cartelli che lo indicavano. Entra il mio ospite.
Racconto ad Alessandro del progetto di Nurnet, per meglio informare e garantire rispetto al livello “archeologico” di un territorio. L’idea è semplice e gliela spiego con le parole di una persona che vuole farsi capire, non nascondersi dietro parole difficili. Nurnet sta sviluppando un programma nel quale, in base alle attività poste in campo da un comune in ambito archeologico, ne verificherà la bontà e la quantità assegnando un simbolo, nello specifico un “nuraghe antenna”. Più attività saranno presenti e portate avanti e maggiore sarà la quantità di nuraghi ricevuti. Non si vogliono esprimere giudizi e non si vuole avere la pretesa che il sistema vincoli a certi comportamenti piuttosto che altri. Si vuole meglio informare e dire: è vero, in quella città valorizzano al meglio un sito archeologico. Non vedo la difficoltà o il problema.
Si crede in qualcosa, la si vuole raggiungere e si fa in modo di far sapere all’esterno che cosa si fa e cosa si possiede. Attraverso i canali Nurnet, gli eventi e le fiere internazionali noi faremo presente che alcune località hanno determinate caratteristiche archeologiche, e chi le cerca può andare proprio li. Non c’è bisogno di essere dei valutatori per poter dire che in un paese esiste una via intitolata alla civiltà nuragica, si fa un festival musicale vicino a un sito archeologico o si cura una pagina web dedicata al nostro passato. Sono fatti incontrovertibili e sotto gli occhi di tutti. Noi li vogliamo semplicemente verificare e mettere a sistema per sfruttare le economie di rete e incentivare lo sviluppo locale coeso.
Annuisce Alessandro, mentre gli racconto di questo progetto [il cui programma e regole vedranno la luce fra qualche tempo]. “Si, ho fatto lo stesso con il mercato Russo ed ex CSI e funziona. L’ho fatto creando ex novo un rating che prima non esisteva (“Russkiy Kliuch”, ndr.) e senza alcuna pretesa di giudicare ma con l’idea di definire in modo standardizzato e uguale per tutti cosa si sarebbe trovato in una determinata struttura e/o destinazione. Il turista ha bisogno di sapere, è un suo diritto. Prima lo proponevo io, ora invece sono i gestori degli alberghi o dei villaggi che mi contattano per avere questo strumento. Sono entrati a far parte di un sistema nel quale chi proviene da quei paesi a est dell’Europa vuole essere sicuro di trovare ciò che viene raccontato dai tour operator.” Mi fa alcuni nomi di strutture prestigiose e istituzioni che hanno aderito al meglio a questo sistema.
Abbiamo la conferma, tramite questo confronto con un esperto del settore, per giunta sardo, che questo modello è una realtà efficiente, utile e funzionale, e che vi è sempre più bisogno di informazione e garanzia da parte dei turisti e delle destinazioni, affinchè siano al meglio valorizzate. Vogliamo andare avanti perché riteniamo un diritto poter dire se un comune persegue una via che ben si sposa con quella della fondazione o meno. Chi vorrà percorrere la strada con noi ci vedrà felici di potergli dare il nostro supporto e condividere i nostri mezzi, chi non vorrà avrà il tempo per ricredersi in futuro o smentirci se i risultati diranno altro. Ma dopo tutto, noi vogliamo solo “prendere un caffè in un bar”, e prima di entrare alla cieca preferiamo guardare l’insegna.

[Ringraziamo l’amico Alessandro Casula per il suo supporto nello sviluppo volontario di questo strumento, dando un grande contributo in termini di competenza, professionalità e voglia di fare. Tutto quello che serve per evitare le critiche non costruttive].

L’immagine è di Nicola Castangia
 

 

 

 

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