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Un pilastro Nurnet: la riconoscenza

di Nicola Manca
È bellissima questa parola!
Il primo significato, in senso stretto, è quello di riconoscere il bene ricevuto mostrando gratitudine e volontà di ricambiarlo. Ma il bene non è, secondo me, semplicemente quello astratto. Il bene è anche quello concreto, fatto di lasciti remoti, sacrifici immani e sacralità intrinseca. Il bene può, nel nostro caso, essere un nuraghe. Se vogliamo essere riconoscenti nei confronti di ataviche memorie abbiamo il dovere di soffermarci sulla sua importanza. Individuare un focus e prenderlo come punto di partenza per la costruzione di un modello di sviluppo. E’ questo il primo passo da fare: sapere dove si è e dove si voglia andare. Il nostro fare genera ulteriori prodotti, e questi generano ulteriore (ri)conoscenza, e per l’impegno e per i risultati. La riconoscenza vuol dire ricevere giornalmente questo: “Complimenti!”, “Complimenti, il vostro lavoro è lodevole!”, “complimenti Grandi Grandi”, “Grazie a questo servizio del TGR che vi ho scoperto, e vi devo fare subito i complimenti per questo grande lavoro che state facendo, portando a conoscere a livello globale la nostra bella cultura Sarda. B'apo torrare gràtzias sighides gosi”.
Vuol dire anche avere la possibilità di stringere accordi, essere chiamati come relatori a conferenze, essere interpellati.
Sono atti semplici, gratuiti, generosi. Danno valore più di quanto non si possa pensare al nostro lavoro. Ci danno coraggio. Un principio dell’economia dice che gli individui rispondono agli incentivi: il nostro è la quotidiana pacca sulla spalla che riceviamo; la risposta è la voglia di fare sempre meglio, di andare avanti nel cammino.
Ma al contempo riconoscenza indica l’identificazione. Riconoscere vuol dire anche riconoscersi. E farlo in un progetto totale e aperto, di sviluppo dal basso e valorizzazione vuol dire entrare in una concezione sistemica dove tutti possano dare il proprio contributo.
È veramente meravigliosa questa parola. Ecco perché, come persona, dico grazie a Nurnet. E come Nurnet dico grazie alle persone che ci sostengono.
“Quando la riconoscenza di un gran numero per uno solo perde ogni pudore, allora nasce la gloria.” E speriamo che tutti iniziamo a riconoscere, senza pudore o vergogna, la meravigliosa terra che ci ospita, perché la Sardegna viva la sua – meritata – gloria.

 

 

 

 

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