down-arrow   I Monumenti adottati  



NEWSLETTER
Tieniti aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

> Leggi informativa sulla privacy




Quella notte...i guerrieri

di Giorgio Valdès
In un articolo pubblicato su “Il Sardegna” il 22 giugno 2005, Giuseppe Marongiu racconta l’emozione di due grandi archeologi, Giovanni Lilliu ed Enrico Atzeni, la sera in cui scoprirono le vestigia di uno dei primi guerrieri di Monte ‘e Prama:
L’affiorare delle statue di Monti Prama nel 1974 ha il gusto del sole che si abbassa, di una pioggia che trasforma la terra in fango e di due archeologi colpiti da emozioni raramente provate. Enrico Atzeni, ex direttore del dipartimento di scienze antiche, ricorda il primo sopralluogo effettuato insieme a Giovanni Lilliu. “Professore, cosa è capitato in quei giorni di Aprile?”
“Dopo l’annuncio sui giornali andammo a ispezionare il monte vicino allo stagno di Cabras, oramai stava facendo buio e una pioggerellina ci spingeva a tornare alla macchina e chiudere a mani vuote la ricerca: Ma proprio sulla strada di ritorno vidi affiorare da un rigagnolo che scendeva a valle una pietra tondeggiante, poteva essere il solito sasso lavorato dall’acqua mi dicevano gli altri insieme a me. Eppure l’acqua non ha mai scolpito motivi geometrici simili alla maniera greca: infilai le mani nel fango per trovare, attaccata la braccio decorato, una testa di pugilatore”.
“Lilliu era insieme a lei: come affrontò quella scoperta ?”
“ La pioggerellina era diventata un acquazzone con tanto di tuoni e fulmini, il mio maestro, che quel giorno mi aveva portato per eseguire i rilievi fotografici non stava più nella pelle. “Il cielo si è adirato con noi per questa scoperta” disse subito, mentre più tardi ha ricordato quel giorno come uno dei momenti più emozionanti della propria attività. Ancora non sapevamo bene cosa quel grosso frammento di statua significasse per la storia sarda”.
“Adesso esiste una conoscenza precisa del valore di quel ritrovamento?”
“Ci sono due teorie diverse, una fa capo a Lilliu e data le statue tra il nono e l’ottavo secolo a.C., l’altra, sostenuta da archeologi come Carlo Tronchetti, sposta più verso di noi l’età delle sculture: si parla del periodo che va dall’ottavo al settimo secolo a.C.. Lilliu all’inizio parlò delle prime grandi statue del Mediterraneo mentre Tronchetti avvicina la produzione alla Sardegna già meta dei Punici”.
“Perché le statue sono state poi abbandonate per trent’anni?”
“ Monti Prama è una grande scoperta, si è cercato di divulgare più materiali possibili ma la realtà dell’archeologia in Sardegna insegna che spesso non abbiamo gli strumenti organizzativi e economici. Inoltre mancano ancora molti tasselli per leggere la realtà socio economica del tardo nuragico: dalla fine dei nuraghi ai Punici c’è un vuoto di sapere”.
 

 

 

 

Inserisci un commento su Facebook