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Bacco in Sardegna

di Giorgio Valdès
La cultura del vino nell’antichità è un interessante argomento trattato in un convegno di Cagliari dal socio Nurnet Nicola Dessì. In Sardegna la vitivinicultura ha come noto origini antichissime ed è relativamente recente, ad esempio, il dibattito sull’origine e la progenitura del vino Cannonau, che alcuni attribuiscono alla Spagna, altri alla Sardegna. L’archeologo Mario Sanges ha disquisito a lungo in materia, come anche il suo collega Mauro Perra; ed è ugualmente interessante riportare il parere dell’archeobotanica olandese Corrie Bakels, che a proposito delle tracce di vinificazione presso il sito di Duos Nuraghea a Borore, le faceva risalire al periodo nuragico affermando inoltre: “Può darsi che i Fenici abbiano portato in seguito qualche altra varietà di vite, sicuramente non hanno soppiantato il preesistente”. Non va inoltre sottovalutato quanto asserito dal dottor Mehemet Oz, famosissimo chirurgo americano, il quale nel corso del suo talk show che vanta milioni di visualizzazioni, aveva connesso la longevità delle popolazioni sarde alle proprietà benefiche di un antiossidante contenuto proprio nel vino Cannonau.
A proposito di vino, Massimo Pittau osserva come Bacco, il dio del vino, non sia stato “demonizzato” dalla religione cristiana, forse perché “molto importante nel Pantheon dei Nuragici”, ma addirittura adottato come un “santo cristiano” denominato “Bakis (latinizzato in Bachisius), del quale non si trova alcuna notizia nel ‘Martyrologium Romanum’”. Pittau lo fa in particolare originare dalla Lidia, terra Anatolica da dove, sempre a suo giudizio, provenivano quei Tirreni/Tirseni che in origine si sarebbero identificati con “i nuragici, sardiani”.
Dei Tirseni e di Bacco parlano anche Berni e Chiappelli nel loro libro “Haou-Nebout, i Popoli del mare”, con considerazioni che in parte si rifanno a quelle del professor Pittau.
Nel capitolo dedicato appunto ai Sardi Tirseni si legge tra l’altro:
“ I Tirseni erano famosi quando l’Etruria non esisteva ancora. C’è una discrepanza temporale che ha fatto fortemente dubitare alcuni storici sulla loro fama di dominatori del mare Mediterraneo occidentale. Come potevano i Tirseni, gli Etruschi, essersi creati una tale reputazione se si trattava di una nuova nazione ai primi passi? Certo i Tirseni avevano ben altra atavica fama, tanto che Esiodo nella ‘Teogonia’ li poneva nelle ‘isole sacre’, cioè quelle isole poste all’estremo Occidente del mondo come lo erano anche le così dette ‘isole felici’ o ‘fortunate’ o ‘beate’. L’immagine di queste mitiche isole era diffusa nell’intera collettività degli antichi; Esiodo, che ne possedeva la preziosa memoria, ci consegna un passo che conferma ciò che abbiamo appreso dai testi egizi: ‘Agrio e Latino (…) i quali molto lontano, in fondo alle ‘isole sacre’, regnarono su tutti gli incliti Tirseni’. Agrio e Latino erano sorprendentemente i figli che Ulisse aveva avuto da Circe. Diventando re dei Tirseni e di isole estreme, come dimostra il brano di Esiodo, stabiliscono un legame di parentela tra Tirseni e Greci sempre culturalmente sfuggente.
Tra le più antiche citazioni sugli illustri Tirseni possediamo anche quella dello Pseudo-Omero dell’’Inno di Bacco’, dove rivestono il mitico ruolo di rapitori del dio con l’intenzione di riportarlo a Cipro o in Egitto o tra gli Iperborei e chiederne un riscatto ai genitori. Bacco, legato all’albero maestro grazie a dei prodigi che trasformano i lacci in viticci di edera e fiori, riesce a riprendere la libertà sotto l’aspetto di un feroce leone, mentre i Tirseni sono trasformati in delfini. Il culto di Bacco era decisamente presente nel mondo tirrenico e nuragico tanto che sino a una cinquantina di anni fa, ogniqualvolta in Sardegna si piantava una nuova vigna, vi era l’usanza che i parenti e gli amici legassero il proprietario con tralci di vite e rami fioriti mentre veniva sottoposto a scherzi che non risparmiavano le zone genitali, finché la moglie non riscattava il marito con l’intervento di ricche libagioni. Inoltre il fiume principale della Sardegna era il Tyrsos, che ci riporta sia al termine ‘tirseno’ sia a ‘thyrsos’, termine con cui si identificava il bastone di Bacco e delle Baccanti”.

 

 

 

 

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