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Giona partė per Tartesso, Tartesso in Sardegna. Ergo: Giona parti per la Sardegna?

di mio in questo testo ci sono solo le ultime due righe interlocutorie (Antonello Gregorini)

L'immagine è estratta da internet. Dall'assegnazione di gran parte della Sardegna alla colonizzazione fenicia immagino che molti avrebbero da ridire.

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 (Nel seguente testo Mura sostiene che Tarsis-Tartesso possa identificarsi con il Sinis-Tharros-Tirso)

La maggioranza degli studiosi che affrontano il tema dell’identificazione di Tarsis tramite le informazioni provenienti dalla Bibbia, la collegano all’altrettanto fantomatica Tartesso dei Greci. Tarsis è citata nei seguenti libri sacri: Salmi, 1 Re, Genesi, Isaia, Ezechiele, Geremia e Giona , dove i commentatori delle diverse edizioni interpretano generalmente il termine con quello di “navi di lungo corso per il trasporto dei metalli” o, più semplicemente, di “fonderia”. Queste le informazioni provenienti dai libri scritti dai vari profeti:
• Tarsis ha una collocazione geografica occidentale, naturalmente rispetto ad Israele;
• Tarsis è identificata come isola o come terra collocata genericamente “in mezzo ai mari”;
• Tarsis impone il proprio dominio commerciale su Israele e sui vicini centri di Tiro e Sidone tramite una potente flotta; i vari profeti biblici denunciano, nei confronti di Tarsis, un certo timore reverenziale;
• Tarsis importa nel Canaan molti materiali, tra i quali i metalli più preziosi del tempo, come argento (battuto e laminato), oro, ferro, stagno e piombo;
• Tarsis risulta collegata via mare con Israele, in modo stabile, tramite lo scalo di Giaffa (l’antico porto di Tel Aviv);
• gli abitanti di Tarsis praticano una particolare idolatria: adorano idoletti in metallo costruiti dai oro abili artigiani; inoltre vestono lussuosi abiti di porpora e bisso;
• Tarsis assume il titolo di “madre” di Tiro, ruolo spiegabile con l’imposizione del dominio commerciale; meno chiara, invece, risulta la definizione di Tiro come “figlia” di Sidone, in quanto le due città erano delle vere e proprie consorelle politiche e commerciali. Questa duplice filiazione di Tiro suscita non poche perplessità negli esperti commentatori biblici, tanto da suggerire l’esistenza di una sorta di duplicazione in Occidente dei centri di Tiro e Sidone sotto le dipendenze di Tarsis. Si tratta di una duplicazione che trova conferma nelle fonti greche, ma in particolare in quelle omeriche. da Giuseppe Mura (http://gianfrancopintore.blogspot.it/2010/10/tarsis-tartesso-cagliari.html)

Per la sua brevità il libro Giona è stato inserito tra i cosiddetti profeti minori; ma, più che della effettiva messa per iscritto della predicazione di un profeta, come avviene per Isaia, Geremia e per tutti gli altri profeti maggiori e minori, si tratta di una sorta di "racconto esemplare" come quelli di Tobia e Giuditta, catalogati invece tra i libri storici dell'Antico Testamento. Si pensa che sia stato scritto molto tempo dopo l'epoca a cui si riferisce, in ambiente postesilico.
Nel capitolo 1 la Parola del Signore è rivolta a Giona, figlio di Amittai, e gli viene comandato di andare a predicare a Ninive, la Grande Città. Giona invece fugge a Tarsis via nave...
Tarsis è stato identificato con la città di Tartesso, fiorente centro mercantile conquistato dai Cartaginesi nel 553 a.C., (secondo molti) posto alla foce del Guadalquivir sulla costa atlantica della Spagna, e da alcuni identificato con la mitica Atlantide. Poiché si trovava al di fuori delle famose Colonne d'Ercole, è evidente che esso rappresentava la più occidentale tra tutte le città conosciute dagli Ebrei, e quindi il messaggio dell'autore biblico è evidente: Dio ordina a Giona di andare verso oriente, a Ninive, ed invece lui fugge all'estremo occidente! (http://it.wikipedia.org/wiki/Libro_di_Giona)

Ergo:
Giona fuggiva in Sardegna?

 

 

 

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