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I Templi Nuragici dell'Acqua - Maud Webster - Uppsala Universitet. 4°

1.3 Cronologia e glossario

...La cronologia archeologica riguardante la Sardegna è costantemente oggetto di impegnativi dibattiti e significative divergenze tra scuole diverse di cui, qui, offro un breve excursus. Le datazioni riportate in Sardegna prima del 1980 sono relative e difficilmente utilizzabili, allora esse erano raramente incrociate con altre culture. Fra gli anni ottanta e il 2000, una delimitazione proposta da Giovanni Lilliu fu comunemente accettata e posiziona il Bronzo Antico al 1800-1500 BC, il Bronzo Medio fino al 1300 BC, il Bronzo Recente fino al 1100 e il Bronzo Finale fino al 900BC a cui seguì il Ferro e si concluse con la conquista cartaginese più o meno nel 500BC. Recenti elaborazioni, comunque,  variano questo schema con differenze che riguardano lo stesso monumento, manufatto o periodo, anche per visioni diverse fra i vari autori. I tentativi di chiarificazione finora non hanno prodotto miglioramenti.

La datazione al radiocarbonio fu raramente usata in Sardegna fino a periodi recenti. In parallelo l'utilizzo di date non verificate incrementa la confusione: oggi, "1000 BC" indica il Bronzo Finale per qualcuno e l'avvio dell'Era del Ferro per altri. ...

Inoltre in alcuni siti, quali Sirai e Sulci, delle ceramiche nuragiche che si pensavano risalenti al Bronzo sono state rinvenute in depositi appartenenti all'Era del Ferro, costringendo ad una revisione di qualche standard interpretativo e il non utilizzo di qualche ceramica per le datazioni.

Così il quadro cronologico delle datazioni è attualmente incerto, esso deve essere visto con cautela in attesa di un maggiore consenso. ... La definizione recentemente proposta da Nicola Ialongo appare convincente e sarà qui utilizzata Tarda Era del Bronzo : 1350/1300-1200/1150 BC; Era del Bronzo Finale : 1200/1150-960/900 BC; Prima Era del Ferro 1-2: 960/900-720 BC.

1.4 Quadro teorico e Metodo

Da quando i templi dell'acqua furono definiti locali ospitanti dei riti, la questione dei riti dovette essere ripresa dal principio. In ogni società primitiva erano comuni dei riti. Essi riguardano qualche contesto ludico, di cerimonie civiche e religiose. Per Joyce Marcus, "i rituali hanno al minimo otto componenti": esecuzione, incontro, luogo, scopo, significato, arco temporale, atti e elementi di alimentazione (cibo). Di tutto ciò possono restare dei resti materiali. I riti comunque tendono a individuare o cristallizzare azioni, ben definite nel tempo e nello spazio nonché replicabili. ...

Nel caso delle fonti e dei pozzi della Sardegna due scoperte dei primi del 20° secolo possono portare un interessante esempio. A Su Lidone (Orune) (fig.22) Taramelli vide una fonte con blocchi incisi ben diversi da quelli del vicino nuraghe. Queste due particolarità, lo straordinario taglio dei blocchi e l'eccezionalità dei suoi conci (provenienti da differenti cave), gli fecero comprendere quale fosse la specialità della fonte. Il vestibolo frontale e pavimentato sembrava supportare questa sensazione, e il ritrovamento successivo di un manufatto altrettanto straordinario e comparabile lo portò a pensare a culti correlati.

Anche in un altro sito, Coni-Nuragus, il fatto che i conci del livello a terra fossero regolarmente squadrati portò il Taramelli a pensare, a prima vista, a un edificio di culto. Inoltre, i conci erano di provenienza geologica estranea al luogo, e ciò fece immaginare che proprio l'esistenza di materiali diversi e importati definisse la presenza del culto (in aggiunta, in queste costruzioni erano evidenti grandi investimenti di risorse). Al pozzo Coni c'era un vestibolo e una scala analoghe a quelle che Taramelli vide a Santa Vittoria - Serri dove abbondavano i materiali votivi ed era quindi quasi obbligata la definizione di luogo di culto. Al Pozzo Coni, Il Taramelli, trovò solo un bronzetto e qualche collana, ma sebbene pensasse fosse ben poco ciò fu sufficiente a identificarlo come luogo di culto.