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Cheremule e La grotta di Nůrighe: una grotta dalle tante sorprese.

Le tracce più antiche di manufatti lavorati dall'uomo, risalenti a circa 2 milioni di anni fa (ma gli studi più recenti tendono a spostare ulteriormente indietro tale soglia) cioè al Paleolitico inferiore, sono stati rinvenuti in Africa, nella ormai famosa Rift Valley.

Anche la storia della presenza umana in Sardegna comincia nel Paleolitico inferiore, come testimonia il rinvenimento avvenuto nel 1979 di reperti litici databili nello specifico a 450-100.000 anni. I reperti, in selce e quarzite, vennero rinvenuti nella parte settentrionale dell'isola, nella regione dell'Anglona, località: Codròvulos, Sa Pedrosa-Pantallinu, Rio Altana, Sa Goa de Sa Multa.

Merita di essere segnalato il rinvenimento avvenuto nel Logudoro (grotta Nurighe, presso Cheremule) nell'ottobre del 1996, di una falange completa di un essere umano. La datazione proposta per questo importante reperto osseo è di 250.000/300.000 anni a.C. Ma tale datazione appare tutt'altro che certa.

Per quanto riguarda il Paleolitico medio (per la Sardegna inquadrabile tra i 100 mila anni e i 35 mila a.C) dobbiamo constatare che, allo stato attuale degli studi, non abbiamo tracce di di presenza umana nell'isola. Tale assenza potrebbe però essere spiegata come un riflesso delle nostre conoscenze e non come l'effettivo stato delle cose. (Tratto dagli scritti di Roberto Sirigu, archeologo, direttore del sistema museale di Domus De Maria – Ca- ) mlqrt

 

 

 

 

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