down-arrow   I Monumenti adottati  



NEWSLETTER
Tieniti aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

> Leggi informativa sulla privacy




La marineria nuragica, 2° Parte

di Gerolamo Exana, Archistoria Sinnai

In questo modello è importante osservare l’assenza di “stilizzazione” nel riprodurre il ponte di sostegno dell’albero velico, confermata da una articolazione ortogonale degli elementi formanti il ponte di sostegno dell’albero e di chiusura del “guscio portante” quale è la tipologia di questo tipo di scafi. Anche la protome è rinforzata da un sostegno che non può essere confuso con un accorgimento attribuibile al lavoro di fusione a cera persa.

Probabilmente in corda o anche in materiale ligneo, l’albero era assicurato mediante sostegni ai vari punti dello scafo

--------

In questo modello è importante notare la presenza di un dispositivo per la rotazione dell’albero bloccata tramite un perno, e la piattaforma d’avvistamento a mezz’albero

----------

Il relitto etrusco del Bon Portè VI – VII sec. a.C. (costa sud della Francia) di tipologia a guscio portante assemblato mediante cuciture passanti e perni lignei, ci permette di avvicinarci notevolmente a capire quale tecnologia adottassero i nuragici, civiltà che contribuì non poco, soprattutto attraverso il periodo Villanoviano, alla nascita della civiltà etrusca.
L’anello di collegamento ci viene da una raffigurazione di una navicella proto etrusca su un vaso fittile dell’epoca, dove si osserva ancora l’utilizzo delle protomi bovine di ispirazione nuragica e delle una vele quadre.
----------

navicella proto etrusca su un vaso fittile da Veio VIII sec. a.C.

-------

particolare della protome della navicella di epoca nuragica da Urzulei molto simile alla raffigurazione della navicella proto etrusca da Veio VIII sec. a.C.

(continua)

 

 

 

 

Inserisci un commento su Facebook