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La marineria nuragica, 3° Parte

di Gerolamo  Exana, Archistoria Sinnai

In questa navicella nuragica, del tipo a sez. trapezoidale marginata si può capire la tecnologia utilizzata all’epoca, per l’assemblaggio del fasciame, ossia la giunzione dei corsi mediante stoppie o corde con azione di guarnitura, opportunamente cucite a loro volta tramite cordicelle passanti da fasciame a fasciame fino a formare il caratteristico ricamo a cordicella. La presenza della copertura in questo modello, esclude la funzione di corda tirante e avvalora quella di corda con funzione principale di giunzione e guarnitura.

E’ probabile che mentre nelle imbarcazioni di piccola stazza (a sez. trapezoidale marginata) la cucitura era esterna, nelle navi di grossa stazza dotate di albero, giudicando dall’aspetto privo di corde longitudinali, la cucitura era interna

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Esempi di scafi cuciti del tipo egizio usati a cavallo del secondo millennio a.C:

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Interno della ricostruzione della navicella nuragica di Hera Lacinia ritrovata a Crotone mediante la tecnica di assemblaggio utilizzata nel relitto etrusco del Bon Portè
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Particolare del sostegno del ponte calpestabile secondo il sistema egizio (nave di Cheope)

 

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Riproduzione sperimentale di nave da corsa nuragica mediante la tecnica cucita rilevata nel relitto etrusco del Bon Portè, scala 1:20

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Gerolamo Exana, Archistoria Sinnai – Mostra itinerante sulla navigazione nuragica Sutiles Naves

 

 

 

 

 

 

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